martedì 20 agosto 2013

QUASI

Potrei descrivermi facilmente e riassumere la mia esistenza in un’ unica prepotente parola,Quasi. Eh si, perché se mi guardo bene io sono” quasi tutto”; una quasi figlia, una quasi sorella, una quasi moglie,una quasi laureata, una quasi lavoratrice, una quasi scrittrice, una quasi cuoca,una quasi amica ed una quasi parente. La mia vita è circondata da tutto ciò che sta per accadere e non accade; non riesco a vedere in quale punto la mia energia incontra quell' ostacolo che rende ciò che mi circonda stagnante ed intollerabile; è così, che molto spesso, mi sento quasi furba o quasi intelligente mai "un intero" con il tempo che scappa di mano ed un mondo che in tutta evidenza non è il mio;meglio lo so, non mi piace. Vi guardo e non vi capisco,mi guardate e non mi capite; ciò che scrivo e che dico viene costantemente deformato e plasmato a seconda dell’interlocutore del momento. Mi sento estranea in famiglia, nella vita in generale; non vedo nessuna somiglianza né comportamentale meno caratteriale che mi appartenga; ogni mio atteggiamento o sentimento viene liquidato in un “se piango sono depressa, se perdo chili sono esaurita, se rido sono sciocca, se parlo a voce alta sono fastidiosa, se ho un opinione è sicuramente sbagliata, se ho una buona idea non è mia ma di chi mi ha certamente fatto il lavaggio del cervello”. Sono un tantino stanca, vorrei adesso, qui ,raccontarvi l’ovvio: ho un cervello, lo uso; a volte bene, altre funge così così. È comunque mio, va in autogestione, si permette di ridere di me e di voi molto spesso;solo grazie a questa buona ginnastica vi sopravvive. Per quanto sia doloroso e triste,prendetene atto, risolvete i vostri cruciverba mentali lontano dalla mia personcina perché ho deciso che “quasi Nora” per un bel po’ di tempo non è disposta a fare la solita "quasi tonta" ( che poi si sa che non vanno in cielo..) per cui da quasi stronza da oggi entro in modalità “proprio stronza” ergo proprio Nora Tegis.

martedì 9 luglio 2013

"Ti conosco"

Due parole,un estratto di indicibile superficialità. Oggi descrivo l’epilogo di una conversazione illuminante; ho ricevuto la notizia confortante che “c’è chi mi conosce”e non così ciccia e brufoli, “mi conosce bene” Ci sono due persone che conversano amabilmente(…): quella che ti conosce e sa, l’altra sei tu che non sai un cazzo. Quell’abominevole presunzione di conoscere chi ti circonda, di giudicare ed emettere sentenza sulla vita degli altri, l’inesorabile abitudine di mantenere i neuroni come una riserva del wwf , indi, evitare di pensare(fa male, credo..) che magari quella sicurezza di conoscere il tuo interlocutore diventa semplicemente la solita occasione per infliggere un tradizionale sermone preconfezionato che non va allo sconto ;evergreen forever. Mi viene in mente quell’abito della nonna Isotta che non passa mai di moda e che ogni nipote degna deve “a marolla” sfoggiare quella domenica di Pasqua "quando compie gli orribili 15 anni" ; … ti conosco e so..inquietante...... È un’ arma a doppio taglio perché se per conoscere s’intende saper identificare una persona con nome e cognome, avere un minimo sindacale di informazioni probabili ed un enorme riserva di dati improbabili allora si può dire che una persona la conosci. Ma più spesso dietro la frase “ti conosco” si nasconde l’arroganza di un essere umano frustrato, che viaggia nel mondo della sua piccola realtà e ci sta stretto, (perché la vita non va come vuoi, semplicemente va come deve andare) è consapevole di ciò,quindi, lui ti conosce,si, per forza; come può un tuttologo universale affetto da logorrea verbale, che ha come unico obiettivo metterti sotto le scarpe, non conoscere te, misero individuo, nato solo per far quadrare la legge sui grandi numeri ed occupare ingiustamente spazio in questo pianeta? Si, lo sa, è migliore di te; è saggio, lui; è super partes e quindi ti può dispensare la buona dose di consigli al vetriolo che più spesso si possono riassumere in un giudizio totalizzante, definitivo ed allora tu te ne vai con un sacco di cose non dette; pur sempre esiste quella maledettissima educazione,in compenso però, sei sicuro di essere un idiota,peggio idiota e consapevole.Si,perchè non rispondi, lo sai che offendi e molto; per combattere tale pochezza ci vuole un tuo niente di niente; è comunque più forte di te, non ribatti; dici una serie di improbabili nonsense per contenere lo sdegno e "l'ira funesta" ed allora sei un idiota consapevole, basta. Non mi conosci come io non conosco te:non ci conosciamo; non dipende da quanto un rapporto sia stretto o meno, semplicemente non puoi sapere che cosa passa per la testa di una persona ; che vita fa nonostante te e me; puoi rilevare qualche dato fisico, puoi pure ipotizzare che menta ,oppure no, ma è solo una tua percezione non è la realtà; se pretendi capire e leggere il pensiero dai movimenti del corpo, oltre che con "Madama Presunzione Immotivata Facile", t’accompagni pure con una certa "Signora Ignoranza Dinonritorno"; se vedi uno “a braccia conserte”, ha voglia di stare così, non ci devi mettere la tua sentenza last minute per capirlo. Non sai chi sono, non mi conosci,non vivi i miei incubi e non abiti con i miei mostri; non ti svegli al posto mio e devi ricordare a te stessa che se sei ancora qui ci sarà un motivo e quindi vale la pena vedere come finisce il film. Io so di non conoscerti e grazie al cielo sarà sempre così :milioni, miliardi di ammassi cellulari che mai potranno dire con cognizione di conoscersi veramente; W la vita.